Pin INPS addio dal 1° ottobre 2020, si passa allo SPID. Novità e cosa fare

Addio al Pin INPS dal 1° ottobre 2020, si passa allo SPID. Dopo la fase transitoria, non si potrà più usare il Pin per accedere ai servizi online dell’Istituto. Le novità nel comunicato stampa del 6 agosto 2020, che riepiloga le regole previste dalla circolare n. 87.

Pin INPS verso la progressiva dismissione: dal 1° ottobre 2020 si passa allo SPID, ma con una fase transitoria che consentirà di utilizzare ancora per qualche tempo le credenziali dell’Istituto.

A ricordare l’imminente passaggio allo SPID è il comunicato stampa pubblicato dall’INPS il 6 agosto 2020. A partire da ottobre non verrà più rilasciato il Pin INPS per l’accesso ai servizi online, ma diventerà obbligatorio dotarsi dell’Identità Digitale.

Il passaggio dal Pin INPS allo SPID sarà graduale, secondo le istruzioni fornite dalla circolare n. 87 del 17 luglio 2020, pubblicata in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto Semplificazioni che, per l’appunto, identifica lo SPID come chiave unica di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.

L’INPS si fa trovare pronta, comunicando di fatto l’addio al Pin ordinario e dispositivo.

Il passaggio allo SPID sarà però obbligatorio per tutti i servizi online forniti dallo Stato, e coinvolgerà quindi anche l’Agenzia delle Entrate che – nel rispetto delle novità del decreto Semplificazioni – dovrà procedere con il passaggio dall’identificazione tramite il Pin Fisconline al sistema pubblico dell’Identità Digitale.

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Pin INPS verso l’addio: si passa allo SPID dal 1° ottobre 2020

Il passaggio dal Pin INPS allo SPID rafforzerà il diritto dei cittadini alla semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questo è uno dei punti evidenziati nel comunicato stampa del 6 agosto 2020, che fa il punto sulle novità in avvio a partire dal 1° ottobre 2020.

Già oggi si può usare lo SPID per accedere ai servizi online dell’INPS e dell’intera PA.

È dal 2012 che l’accesso ai servizi online dell’INPS avviene con il codice identificativo personale, accanto alla CNS, alla Carta di Identità Elettronica e lo SPID, rilasciato a cittadini ed imprese a partire dal 2016.

La ratio dello SPID è di consentire ai contribuenti di avere a disposizione un sistema di identificazione universale, per tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. Uno strumento pensato per dare impulso alla modernizzazione e digitalizzazione del rapporto tra cittadini e Stato.

Una volontà che, per effetto delle novità previste dal decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2020, si trasforma ora in una necessità ed un obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni.

La circolare n. 87 pubblicata dall’INPS il 17 luglio 2020 arriva quindi con un tempismo perfetto e stabilisce il definitivo switch-off dal Pin allo SPID. A decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più Pin come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto.

Il Pin INPS sarà mantenuto in via residuale per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come minorenni ed extracomunitari, ma per i soli servizi ad essi dedicati.

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Dal Pin INPS allo SPID: cosa fare? Fase transitoria in avvio dal 1° ottobre 2020

L’addio al Pin INPS sarà graduale.

Lo switch-off dal Pin allo SPID sarà preceduto da una fase transitoria, che avrà inizio il 1° ottobre 2020 e nel corso della quale:

  • non saranno rilasciati nuovi Pin agli utenti, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID e per i soli servizi loro dedicati;
  • i PIN già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria.

Sarà l’INPS a fissare la fine della fase transitoria e a decretare l’addio definitivo al Pin INPS. Lo switch-off sarà accompagnato da una capillare campagna di informazione verso l’utenza, sia online che offline, con la predisposizione di brochure e locandine.

Temporaneamente si potranno utilizzare le credenziali in possesso. Si attendono indicazioni sulla data finale del periodo transitorio.

SPID, chiave unica di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione: una novità che interessa anche l’Agenzia delle Entrate

È ormai da alcuni anni che si parla della necessità di dare impulso alla richiesta delle credenziali SPID, introdotte per fornire alla cittadinanza uno strumento unico per l’accesso ai servizi pubblici ed al fine di semplificare il complesso sistema di comunicazione online con gli Enti Pubblici.

Il decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2020 segna il passaggio dalle parole ai fatti.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 24 ed al fine di dare piena attuazione a quanto disposto dall’articolo 64, comma 3-bis del CAD (decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005), alla pubblica amministrazione è fatto divieto di rilasciare o rinnovare credenziali per l’identificazione e l’accesso dei cittadini ai propri servizi online diversi dallo SPID, CIE (carta d’identità elettronica) o CNS (carta nazionale dei servizi).

Le credenziali della singola PA già rilasciate saranno valide sino a naturale scadenza e comunque non oltre il 30 settembre 2021.

Un passaggio graduale allo SPID (e altri sistemi di identificazione universali) che interesserà anche l’Agenzia delle Entrate che dovrà dismettere le credenziali Fisconline, strumento ad oggi utilizzato dai cittadini per l’accesso ai servizi online.(fonte:informazionifiscali.it)

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