Lavoratori agricoli, contratto di 30 giorni cumulabile con CIG, Naspi, DisColl, RdC

I percettori di CIG, Naspi e DisColl ma anche del reddito di cittadinanza possono stipulare un contratto come lavoratori agricoli: l’incentivo per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’agricoltura nella bozza del decreto aprile maggio. Il rapporto può durare fino a 30 giorni, prorogabile per altri 30, con retribuzione fino a 2.000 euro senza effetti sui benefici percepiti.

percettori di integrazione salariale per la CIG, di indennità di disoccupazione Naspi e DisColl ma anche di reddito di cittadinanza possono entrare a far parte della schiera dei lavoratori agricoli per 30 giorni senza alcun impatto sui benefici percepiti: nella bozza del decreto aprile maggio, l’incentivo per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’agricoltura.

Sono diverse le associazioni di categoria a lanciare l’allarme sulla possibilità che i raccolti siano compromessi dalle conseguenze della pandemia: da un lato, insomma, c’è tanto lavoro da fare per intervenire, dall’altro il lavoro si è fermato o è mancato.

In questa ottica si inserisce l’intervento sul settore agricolo presente nella bozza del Decreto economico di aprile maggio, per cui il governo non ha ancora formulato un testo ufficiale e su cui non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo.

La maggioranza, infatti, è spaccata proprio su una questione che riguarda da vicino il settore dell’agricoltura: la regolarizzazione dei braccianti.

Lavoratori agricoli, contratto di 30 giorni cumulabile con CIG, Naspi, DisColl

La prima versione del testo del Decreto economico di aprile, ormai slittato a maggio, tra le novità in arrivo prevede anche un incentivo al settore agricolo.

All’articolo 34 della bozza in circolazione si legge: “1. In relazione all’emergenza epidemiologica i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonché di reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020.I compensi percepiti non rilevano ai fini dei requisiti reddituali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), punto n. 1) e punto n. 4) previsti dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito in legge 28 marzo 2019, n. 26”.

La misura, in questo periodo di emergenza, amplierebbe la platea di potenziali lavoratori agricoli con una doppia valenza:

  • arginare il rischio di perdita dei raccolti per il settore dell’agricoltura;
  • eliminare alcune barriere rappresentate dai requisiti da rispettare per i cittadini che percepiscono indennità o integrazioni salariali, prevedendo delle eccezioni alle regole canoniche.

Lavoratori agricoli, come funziona l’incentivo per chi percepisce Naspi, DisColl, CIG e reddito di cittadinanza

La possibilità di diventare lavoratori agricoli, con la misura inserita nel Decreto economico di aprile e maggio, sarebbe offerta alle seguenti categorie di soggetti:

  • coloro che percepiscono gli ammortizzatori sociali, ma solo per il periodo in cui si trovano in cassa integrazione totale;
  • coloro che beneficiano delle indennità di disoccupazione Naspi e DisColl;
  • coloro che ricevono l’assegno del reddito di cittadinanza.

L’elemento di novità sta nel fatto che il rapporto con il datore di lavoro del settore agricolo non avrebbe alcun effetto su regole e requisiti da rispettare: nessuna perdita o riduzione dei benefici.

Il testo ancora in versione di bozza, però, fissa precisi limiti alla compatibilità dell’attività lavorativa con gli strumenti di sostegno al reddito:

  • il contratto non deve essere superiore a 30 giorni e alla scadenza può essere rinnovabile solo per altri 30 giorni;
  • la retribuzione non può superare i 2.000 euro per l’anno 2020.(fonte:informazionefiscale.it)

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