Reddito di cittadinanza, nuovo debutto: navigator e CpI pronti per la fase 2

Reddito di cittadinanza, nuovo debutto: dal 2 settembre navigator e Centri per l’Impiego operativi sulla firma del Patto per il lavoro previsto per 704.595 beneficiari. Il numero più alto è in Campania, dove il meccanismo che ruota intorno al sussidio si è inceppato: la Regione, infatti, ha deciso di non stipulare la convenzione con ANPAL.

Reddito di cittadinanza, nuovo debutto: dopo 5 mesi dalla consegna del primo assegno si parte con la firma del Patto per il Lavoro. Prende il via la fase 2, la più delicata, finalizzata ad aprire nuovi scenari professionali a 704.595 beneficiari: dal 2 settembre navigator e Centri per l’Impiego saranno operativi su questo fronte.

Il 65% dei percorsi di accompagnamento al lavoro si svolgeranno nelle regioni del Sud, in questi territori si concentra il maggior numero di persone che hanno richiesto e ottenuto sostegno economico.

In testa c’è la Campania, la porzione d’Italia in cui il meccanismo messo in piedi dal reddito di cittadinanza si inceppa: la Regione ha deciso di non stipulare la convenzione con ANPAL per evitare di affollare i Centri per l’Impiego con nuovi precari.

Reddito di cittadinanza, nuovo debutto: navigator e Cpi pronti per la fase 2

Tra ritardi e accese discussioni, il 2 settembre è la data spartiacque: per il reddito di cittadinanza si apre la fase in cui si testerà l’efficacia del sistema sulla sfida più delicata, la ricerca del lavoro per i beneficiari.

Come si legge nella nota pubblicata da ANPAL servizi il 29 agosto 2019, a partire dal primo lunedì di settembre Centri per l’Impiego e navigatordaranno il via alla firma del Patto per il lavoro.

In questo primo periodo dovranno rispondere alle convocazioni tutti coloro che hanno ricevuto l’assegno da aprile a luglio 2019 e hanno le caratteristiche per impegnarsi nella ricerca di nuove opportunità. Quando il sistema sarà a regime, il percorso di reinserimento professionale dovrà cominciare entro 30 giorni dal riconoscimento del sussidio.

La data del 2 settembre segna anche il debutto ufficiale per i navigator: con la firma del contratto, a fine luglio, è cominciata la formazione che, ora, prosegue sul campo.

Nella nota ANPAL si legge: “L’avvio della cosiddetta fase 2 del Reddito di cittadinanza sarà anche l’occasione per l’avvio del training on the job dei navigator contrattualizzati da Anpal Servizi proprio per fornire assistenza tecnica ai centri per l’impiego nell’ambito del Patto per il lavoro”.

Un battesimo che fa emergere una contraddizione in termini: le nuove figure professionali allo stesso tempo dovranno formarsi e fornire assistenza tecnica ai CpI, che in realtà dovrebbero già avere esperienza sulle attività che gli sono state affidate.

Reddito di cittadinanza, nuovo debutto: si entra nella fase 2, ma i navigator della Campania restano fermi

Per il reddito di cittadinanza è all’orizzonte un nuovo debutto, e per i navigator una doppia sfida con una mole di lavoro importante: secondo i dati diffusi dall’Angenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, sono in media 236 i disoccupati in carico ad ognuno.

Si tratta di una prova che al Sud diventa ancora più difficile: il rapporto va dai 379 della Campania e della Sicilia ai 377 della Calabria, mentre per la Lombardia e il Veneto il carico di lavoro è in media pari a 102.

Ed è proprio nel Mezzogiorno che il sistema si ferma: i 178.370 beneficiari campani che dovranno essere inseriti in un percorso di reinserimento professionale saranno orfani di navigator . Nessun debutto per i 471selezionati in Campania, che continuano a protestare e, proprio in questi giorni, sono arrivati a tentare la via dello sciopero della fame per chiedere al governatore Vincenzo De Luca di firmare la convenzione con ANPAL e sbloccare i contratti.

Con l’ingresso dei navigator si rischia solo di aumentare il numero dei precari, che già affollano i Centri per l’Impiego, e si favorisce il doppio lavoro, che distrae dall’obiettivo principale. Questa è la posizione della Regione, che non accenna a fare passi indietro e imputa la responsabilità della situazionead ANPAL. Nel comunicato stampa pubblicato il 26 agosto del 2019, il presidente mette in chiaro: “La Regione Campania non c’entra nulla con la vicenda in questione. Com’è noto tale vicenda è stata promossa e gestita direttamente ed esclusivamente dall’Agenzia nazionale per il lavoro Anpal, dipendente dal Ministero del Lavoro, che ha dato vita a una selezione nazionale (non un concorso come erroneamente viene detto). É evidente che va indirizzata ad Anpal ogni richiesta di soluzione del problema, che è stato creato da tale Agenzia. La Regione Campania sollecita l’Anpal ad affrontare la questione in tempi rapidi e sollecita ancora una volta ad operare per la stabilizzazione dei precari che già lavorano in Anpal”.

La risposta dall’Agenzia arriva il giorno successivo: “Anpal è pronta a firmare i contratti dei vincitori della selezione, non appena la Regione si renderà disponibile a firmare la relativa convenzione”.

Questioni politiche o di principio? L’unica certezza è che gli ingranaggi del reddito di cittadinanza restano inceppati proprio nella Regione che si trova in prima linea, per numeri, esigenze e richieste.(fonte: informazionefiscale.it)

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