Reddito di cittadinanza e calcolo delle somme eccedenti, si tratta di tesoretto?

Reddito di cittadinanza e calcolo delle somme eccedenti: avanzerebbe oltre un miliardo di euro dalla cifra stanziata, ma mentre si parla di tesoretto all’orizzonte c’è l’attivazione delle clausole di salvaguardia.

Reddito di cittadinanza e calcolo delle somme eccedenti: avanzerebbe oltre un miliardo di euro dalla cifra stanziata, ma è giusto parlare di tesoretto mentre all’orizzonte si profila l’attivazione delle clausole di salvaguardia, aumentate anche per inserire due misure molto costose come l’assegno di integrazione al reddito e quota 100?

Ne ha parlato il vicepremier Luigi di Maio ancora prima del debutto del reddito di cittadinanza, nel momento in cui si è deciso di portare il requisito della permanenza in Italia da 5 a 10 anni. Con questa mossa, la platea si è ridotta e si è creato un vantaggio sulle risorse .

A circa due mesi dal’avvio della macchina organizzativa, a confermare la presenza di somme in eccedenza per una richiesta di sussidi inferiore alle previsioni è Pasquale Tridico, presidente INPS. All’Istituto, infatti, spetta la gestione delle domande, che ad aprile hanno superato il milione.

Reddito di cittadinanza e calcolo delle somme eccedenti, si può parlare di tesoretto?

Come si legge nell’articolo 1, comma 255, della Legge di Bilancio, i fondi stanziati per coprire le spese del reddito di cittadinanza sono 7,1 miliardi di euro.

Secondo le stime sulle domande già presentate e accettate, della somma prevista per finanziare la misura di sostegno ai cittadini in difficoltà economica dovrebbe avanzare più di un miliardo.

Ai microfoni di Radio Capital, lo scorso 24 aprile il presidente dell’INPS ha confermato la possibilità che le risorse stanziate siano superiori a quelle necessarie per coprire le domande e che siano impiegate per un nuovo“pacchetto sociale”.

Saranno destinate al supporto delle famiglie? Al lavoro? O a entrambi gli scopi? Sono tante le ipotesi, c’è grande curiosità rispetto al tesoretto del reddito di cittadinanza. E anche un pizzico di soddisfazione da parte delle Istituzioni.

Ma prima di discutere su come utilizzare il miliardo in eccedenza è necessario fare delle considerazioni.

In primis, bisogna tenere presente quanto stabilito dal comma 257, articolo 1, della Legge di Bilancio. In riferimento alle somme stanziate per reddito di cittadinanza e quota 100, si legge: “Qualora siano accertati, rispetto agli oneri previsti, eventuali economie per alcune misure e maggiori oneri per altre, entrambi aventi anche carattere pluriennale, possono essere effettuate variazioni compensative tra gli stanziamenti interessati per
allineare il bilancio dello Stato agli effettivi livelli di spesa”
.

In altre parole, prima di procedere a qualsiasi altro impiego delle risorse bisogna valutare se è necessario un bilanciamento tra le somme utili a coprire le due misure previste.

Reddito di cittadinanza e calcolo delle somme eccedenti: il rischio delle clausole di salvaguardia e il tesoretto

Quota 100 e reddito di cittadinanza viaggiano di pari passo. E anche per inserire questi due strumenti molto costosi nella Legge di Bilancio, il governo ha dovuto aumentare le clausole di salvaguardia come garanzia per l’Europa.

Certo, il miliardo in eccesso del reddito di cittadinanza è poca cosa rispetto ai 23 necessari per evitare che scattino gli aumenti IVA dal 2020:

  • l’aliquota ridotta passerebbe dal 10% al 13%;
  • l’aliquota ordinaria passerebbe dal 22% al 25,2%.

A Bruxelles l’Italia ha preso impegni molto gravosi, per far digerire la Legge di Bilancio 2019 alla Commissione Europea c’è stato un rilancio sugli aumenti IVA, che ha garantito allo Stato un incremento di 23 miliardi di entrate per il 2020 e di 29 miliardi per il 2021.

Aumentano le somme a disposizione ma si allontana sempre di più la possibilità di trovare le risorse necessarie per compensare, unica via possibile per evitare le aliquote al 13% e al 25%.

Nello scenario che si è profilato con la Legge di Bilancio parlare di tesorettorisulta azzardato.

La stessa definizione riguarda la possibilità di disporre di entrate extra non previste, e questo sicuramente non è il caso del reddito di cittadinanza, che invece ha contribuito al rilancio sulle clausole di salvaguardia e conta proprio sulle risorse che ne derivano.(fonte:informazionefiscale.it)

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