Pensioni 2019: la titolarità dell’Ape sociale non preclude il pensionamento con quota 100

L’INPS con il messaggio n. 1551 ha fornito alcuni chiarimenti che riguardano principalmente quota 100, la misura introdotta dal DL 4/2019 per superare la Legge Fornero.

L’INPS con il messaggio n. 1551 ha chiarito alcuni punti riguardanti quota 100 la misura che, a partire da aprile 2019, consente ai lavoratori che hanno compiuto 62 anni di età e che hanno versato almeno 38 anni di contributi di andare in pensione anticipata.

L’Istituto previdenziale, in particolare nel suo messaggio, ha reso noto che la titolarità dell’Ape sociale o dell’Ape volontario non preclude il pensionamento con quota 100.

Ovviamente chi deciderà di beneficiare di quota 100 ed andare in pensione anticipata grazie a questa misura andrà incontro ad alcune penalizzazioni.

Ma vediamo nel dettaglio cosa ha specificato l’INPS nel messaggio n. 1551 in merito all’Ape sociale e quota 100 e cosa succederà a chi deciderà di beneficiare di quest’ultima.

Ape sociale e Ape volontario: anche chi ha aderito a queste misure potrà decidere di andare in pensione con quota 100

Con il messaggio n. 1551 del 16 aprile 2019 l’INPS ha fornito alcuni chiarimenti riguardo a quota 100 la misura introdotta dal DL 4/2019.

In particolare l’Istituto previdenziale ci ha tenuto a puntualizzare che chi è titolare dell’Ape sociale o di quello volontario, potrà comunque decidere di andare in pensione con quota 100.

Nel momento in cui però il contribuente, che beneficia dell’Ape sociale o dell’Ape volontario decide di aderire a quota 100, questo si vedrà revocare tali trattamenti.

Questo perché non è possibile continuare ad usufruire nello stesso periodo di tempo di entrambi gli strumenti.

Una volta che quindi avrà inizio la decorrenza della pensione con quota 100, il contribuente non potrà più beneficiare né dell’Ape sociale né dell’Ape volontario.

Quota 100 e dipendenti pubblici della Pubblica amministrazione: in pensione a partire da Agosto 2019

Nel messaggio n. 1551 ci ha tenuto a chiarire inoltre che i dipendenti pubblici, che prima di presentare domanda per quota 100, avevano già cessato l’attività lavorativa alle dipendenze della Pubblica Amministrazione mantengono lo status di “lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni”.

Ciò vuol dire che la suddetta categoria di lavoratori, che ha raggiunto i requisiti per aderire a quota 100 entro il 29 gennaio 2019, potrà andare in pensione anticipata a partire dal 1° agosto 2019.

I dipendenti che invece hanno cessato la loro attività lavorativa, prima di presentare domanda per quota 100, che non erano alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni ed iscritti alla gestione esclusiva, avranno la possibilità di andare in pensione anticipata a partire dal 1° aprile 2019 (proprio come i dipendenti privati).

Per farlo però è necessario che questi abbiano raggiunto i requisiti per beneficiare di quota 100 entro il 31 dicembre 2018.(fonte:informazionefiscale.it)

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