Reddito di cittadinanza nella Legge di Bilancio 2022: controlli, assegno ridotto e altre novità

Reddito di cittadinanza, quali sono le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2022? Nel disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2021 previsti più controlli per contrastare chi non rispetta le regole, un meccanismo di riduzione dell’assegno col passare del tempo e altri importanti correttivi. Ecco come cambierà la misura dall’anno prossimo.

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Reddito di cittadinanza, sono moltissime le novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2022.

Il Disegno di Legge della Manovra, approvato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2021, modifica sensibilmente la misura: previsti più controlli per contrastare chi non rispetta le regole, un meccanismo di “decalage” che riduce l’importo del sussidio ogni 30 giorni, oltre a maggiori obblighi in capo ai beneficiari, ma non solo.

Un pacchetto di modifiche che, in buona sostanza, punta ad eliminare o comunque ad attenuare le principali criticità riscontrate da quando il Reddito di cittadinanza ha visto la luce. Da una parte gli abusi e le distorsioni, dall’altra la sua scarsa efficacia come strumento di ricollocazione sul mercato del lavoro.

Di seguito un quadro delle principali novità per il 2022, sia con riferimento alla stretta sui controlli sia su tutti i meccanismi messi in campo dalla Legge di Bilancio per incentivare il reinserimento lavorativo.

Reddito di cittadinanza nella Legge di Bilancio 2022: controlli, assegno ridotto e altre novità

Nella Manovra 2022 c’è spazio anche per un restyling del Reddito di cittadinanza rivisitato, con novità sui controlli, sulle modalità di erogazione e sui sistema di accompagnamento al lavoro.

Il testo del Disegno di legge che ha ricevuto il via libera dal Governo il 28 ottobre 2021 e che presto verrà presentato all Camera per l’approvazione dedica un articolo lunghissimo alla rimodulazione del sussidio.

In particolare, il sistema del Reddito di cittadinanza sarà modificato in più punti:

  • sul fronte controlli, una collaborazione a doppio filo tra INPS e Comuni di residenza dei percettori che eseguiranno controlli preventivi, successivi e a campione sui requisiti richiesti per accedere al beneficio. Un sistema di verifiche incrociate che sarà possibile grazie alla messa a disposizione da parte dell’INPS di tutti i dati presenti nei suoi archivi;
  • un meccanismo di “decalage” , ossia di riduzione progressiva dell’assegno che opererà a partire dal 1° gennaio 2022ogni 30 giorni, a partire dal sesto mese di percezione del beneficio, l’importo della prestazione verrà diminuita di 5 euro. Una novità che non riguarderà i soggetti fragili o con familiari a carico non autosufficienti e solo gli importi superiori a 300 euro;
  • la diminuzione delle proposte di lavoro che possono essere rifiutate, pena la revoca del sussidio, che da tre passa a due. La prima proposta dovrà riguardare un’occupazione lontana non più di 80 chilometri dalla residenza del beneficiario, la seconda invece potrà riguardare un luogo di lavoro collocato su tutto il territorio nazionale e non più entro 250 chilometri di distanza;
  • l’improcedibilità delle domande di Rdc senza le Dichiarazioni di Immediata Disponibilità al lavoro. Le istanze, infatti, saranno trasmesse dall’INPS all’ANPAL, ai fini dell’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro;
  • l’impiego da parte dei Comuni, nell’ambito dei progetti utili alla collettività, di almeno un terzo dei percettori di RdC residenti. Lo svolgimento di tali attività è a titolo gratuito e non è assimilabile ad una prestazione di lavoro subordinato o parasubordinato e non comporta, comunque, l’instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con le amministrazioni pubbliche.

Reddito di cittadinanza nella Legge di Bilancio 2022, come funzioneranno i controlli

Dal punta di vista pratico, nel sistema di controlli messo a punto dal Governo nella Manovra 2022, i ruoli principali li rivestono INPS e Comuni di residenza.

Secondo lo schema previsto i Comuni effettuano a campione, all’atto della presentazione della domanda, verifiche sostanziali e controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nell’istanza, oltre ad un controllo sull’effettivo possesso dei requisiti e sulla loro permanenza.

Allo scopo, secondo quanto si legge nella versione in bozza della Legge di Bilancio, l’INPS renderà disponibili ai Comuni le informazioni rilevanti tramite la Piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza per il Patto per il lavoro.

Gli Enti territoriali dovranno tempestivamente comunicare gli esiti delle verifiche e dei controlli attraverso all’INPS, sempre attraverso la Piattaforma citata.

Ma non solo, i dati anagrafici, di residenza, di soggiorno e di cittadinanza, dichiarati in modo analitico all’interno della domanda, saranno comunque preventivamente verificati dall’INPS al momento della presentazione sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati a disposizione dell’Istituto.

All’esito di queste verifiche l’INPS potrà richiedere ai Comuni di residenza ulteriori accertamenti quando li ritenga necessario.(fonte:informazionefiscale.it)

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