Reddito di cittadinanza, modifica o abolizione con la Legge di Bilancio 2022?

Reddito di cittadinanza: novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2022? Non sarebbe in programma la sua abolizione, ma una modifica della misura. Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni del Ministro Orlando del 5 agosto alla Camera e del Ministro Giorgetti al Salone del Mobile del 6 settembre, anche in linea con le raccomandazioni del Rapporto OCSE pubblicato il 6 settembre 2021.

Reddito di cittadinanza: modifica o abolizione nella Legge di Bilancio 2022?

Sul tavolo del Governo, in realtà, sembrerebbe previsto un restyling della misura che la renda più incisiva, sia in quanto strumento che agevoli l’incontro tra offerta e domanda di lavoro sia come sussidio economico.

Questo è quanto emergeva già il 5 agosto dalle parole del Ministro del Lavoro Andrea Orlando in Aula alla Camera.

Già allora il rappresentante del Governo aveva lasciato intendere che al momento sono al vaglio del Comitato tecnico scientifico sul Reddito dei correttivi per inserirlo in modo più adeguato nel sistema delle politiche attive del lavoro.

Anche il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, in occasione di un’intervista al Salone del Mobile di Milano del 6 settembre, ha parlato di una revisione della misura che la renda un “lavoro di cittadinanza”.

Una revisione che con molta probabilità seguirà le raccomandazioni riportate nel Rapporto Economico 2021 dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa pubblicato sempre il 6 settembre 2021.

Il Reddito di cittadinanza verrà quindi modificato?

Questa la direzione che sembra aver preso l’attuale Governo il quale, all’interno del dibattito politico che ne vorrebbe addirittura l’abolizione, lavora all’introduzione di correttivi che ne facciano uno strumento più snello e che, sul serio, aiuti i suoi percettori ad accedere al lavoro.

Reddito di cittadinanza, modifica o abolizione con la Legge di Bilancio 2022?

Fin dal sua introduzione il Reddito di cittadinanza è stato oggetto di forti discussioni, una diatriba che recentemente è tornata in auge con toni ancora più accesi ora che è alle porte il confronto sulla Legge di Bilancio 2022.

Il momento più acuto della pandemia sembra essere passato, anche grazie alla prosecuzione della campagna vaccinale e alla messa a punto del PNRR, ed è questo il periodo più propizio per intercettare e sostenere la ripresa economica con interventi finalizzati a ridurre il disallineamento tra domanda ed offerta di lavoro.

Perché è questa la più grande criticità rilevata dai detrattori della misura: come strumento di inserimento lavorativo dei cittadini più in difficoltà non ha avuto il successo sperato.

Sembrerebbe questo, quindi, il punto principale sul quale si dovrebbe intervenire in un’ottica di potenziamento della misura. Le modalità operative sono ancora tutte da scoprire.

La necessita di un allontanamento dalla veste di sussidio, in favore di quella di accompagnamento al lavoro è stata, fra l’altro, evidenziata dal Ministro del MISE Giorgetti che nelle dichiarazioni al Salone del mobile del 6 settembre aveva auspicato un correttivo improntato su “Un reddito di cittadinanza che diventi lavoro di cittadinanza”.

Anche il Ministro del Lavoro Orlando, ormai un mese fa parlando del Reddito di cittadinanza in occasione del Question Time del 5 agosto 2021, aveva richiamato la sua funzione fondamentale di sostegno per i soggetti più fragili esposti alla crisi e con grandi difficoltà di trovare un impiego.

Del resto, dagli ultimi dati raccolti dall’ANPAL a giugno 2021 si registra che su 1.150.152 beneficiari tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro poco più di un terzo quest’estate poteva vantare un’esperienza lavorativa pregressa recente.

Una fragilità che si riflette anche nel livello di istruzione, che mostra quasi il 72 per cento dei beneficiari in possesso con il solo titolo dell’istruzione secondaria inferiore (pag. 9, fig. 2 della nota ANPAL numero 5/2021).

Reddito di cittadinanza 2022, le possibili modifiche alla luce delle raccomandazioni OCSE

In questo contesto bisognerebbe capire come assolvere alle raccomandazioni dell’OCSE che, nel citato studio reso pubblico il 6 settembre, ha messo nero su bianco alcune rilevanti indicazioni. “Ridurre e assottigliare il Reddito di cittadinanza per incoraggiare i beneficiari a cercare lavoro nell’economia formale e introdurre un sussidio per i lavoratori a basso reddito”.

Si legge nel rapporto, un’esortazione che sembrerebbe suggerire “uno sdoppiamento” delle due funzioni della misura, quello di ricerca del lavoro e di sostegno economico.

De resto, tra le azioni intraprese negli ultimi due anni per diminuire la povertà in Italia lo stesso rapporto segnala proprio l’introduzione del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, riporta l’OCSE, “il numero dei beneficiari che di fatto hanno poi trovato impiego è scarso”.

Reddito di cittadinanza, novità in arrivo: necessario potenziare i controlli

Il Ministro Orlando, in Aula il 5 agosto, ha inoltre ammesso che il Reddito di cittadinanza è stato oggetto di “alcune dinamiche distorsive ed abusi” . Un’eventuale modifica nei termini annunciati, infatti, servirebbe a correggere anche questo aspetto.

Accanto all’obiettivo di coniugare l’esigenza d’incrociare maggiormente la domanda e l’offerta di lavoro, il sistema dei controlli che punti ad una più incisiva verifica dei requisiti d’accesso, potrebbe subire un consistente potenziamento.

Per ora, le verifiche preventive sulle condizioni di accesso alla misura vengono effettuate dall’INPS cui la domanda è diretta.

L’Istituto, poi, può incrociare i dati provenienti da altri enti e verificare con semplicità se i beneficiari sono in possesso dei requisiti e li mantengano nel corso della prestazione. Si tratta di un’interazione di informazioni l’ACI (Automobile Club d’Italia), l’Agenzia delle Entrate, il Ministero di Giustizia, le Regioni e i Comuni.

Si precisa, infine, che qualsiasi discorso su una modifica del Reddito di cittadinanza, ad oggi, è puntellato da sole ipotesi e supposizioni. Sicuramente, gli obiettivi che un’eventuale riforma si prefigge sono ben noti: efficientamento dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e sostegno alle frange più fragili della popolazione.

Tuttavia, come anticipato, per avere un quadro più chiaro bisognerà attendere che entri nel vivo il dibattito sulla Legge di Bilancio 2022 che, come di consueto, partirà verso la fine dell’anno.(fonte:informazionefiscale.it)

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