Contributi a fondo perduto: domanda online dal 30 marzo

Contributi a fondo perduto: domanda online a partire da martedì 30 marzo 2021. Ecco modulo di domanda ed istruzioni pubblicati dall’Agenzia delle Entrate.

A partire da martedì 30 marzo 2021 si potrà presentare domanda online per l’ottenimento dei contributi a fondo perduto disciplinati dall’articolo 1 del Decreto Sostegni.

Tali contributi a fondo perduto potranno essere ottenuti anche senza calo di fatturato: il nuovo meccanismo di accesso alla misura di ristoro conferma la via preferenziale per coloro che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

Ok agli aiuti anche in assenza del requisito chiave richiesto per le attività più “giovani”: è una regola prevista anche dall’articolo 25 del Decreto Rilancio che ha introdotto la misura lo scorso maggio.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento attuativo, il modello di domanda, le istruzioni e le specifiche tecniche per la domanda dei contributi a fondo perduto:

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DL Sostegni, contributi a fondo perduto senza calo di fatturato: a chi spettano?

Il testo del Decreto Sostegni, pubblicato il 22 marzo in Gazzetta Ufficiale, si apre con i nuovi contributi a fondo perduto.

Il principale strumento a supporto delle partite IVA di questo nuovo pacchetto di aiuti viene delineato nell’articolo 1 del DL numero 41 del 2021, che conferma e rinnova la misura introdotta all’inizio dell’emergenza coronavirus.

Come in passato, solo chi ha registrato un riduzione del fatturato può beneficiare delle somme stanziate, da un minimo di 1.000 e 2.000 euro fino a un massimo di 150.000 euro.

Si conferma la regola ma anche l’eccezione: chi ha attivato una partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, infatti, ha diritto a ricevere gli aiuti anche senza calo di fatturato.

Nel testo ufficiale, infatti, si legge: “Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al presente comma”.

DL Sostegni, contributi a fondo perduto senza calo di fatturato: le novità

Sintetizzando al massimo, quindi, non viene modificato il doppio canale di accesso:

  • con calo di fatturato per tutti i titolari di “partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario”;
  • senza calo di fatturato per le partite IVA attivate a partire dal 1° gennaio 2019.

Ma le novità introdotte sono diverse e riguardano anche il requisito chiave. Il calcolo per verificare se si hanno o meno le carte in regola per accedere alla misura va effettuato su un periodo più ampio rispetto al passato: bisogna considerare l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi di due interi anni, 2019 e 2020, e metterli a confronto.

La riduzione del 30 per cento, e non più del 33 per cento come stabilito dai precedenti provvedimenti emergenziali, fa scattare il diritto a beneficiare del sostegno.

In linea generale, il valore della perdita subita rappresenta anche la base per calcolare a quanto ammonta il contributo a fondo perduto.

Percentuale di calcolo dell’importo del contributo a fondo perdutoRicavi e compensi di imprese e professionisti
60 per cento della perditafino a 100 mila euro
50 per cento della perditatra 100 mila e 400 mila euro
40 per cento della perditatra 400 mila euro e 1 milione di euro
30 per cento della perditatra un milione e 5 milioni di euro
20 per cento della perditatra 5 e 10 milioni di euro

DL Sostegni, contributi a fondo perduto senza calo di fatturato: come calcolare l’importo

Ma come si calcola l’importo del contributo a fondo perduto per le partite IVA attivate dal 1° gennaio 2019?

È possibile ipotizzare una risposta incrociando il testo del Decreto Sostegni con le istruzioni operative fornite dall’Agenzia delle Entrate sulla misura prevista dal Decreto Rilancio:

  • se dal confronto tra 2020 e 2019 emerge un valore pari a zero o positivo, spetta l’importo minimo:
    • 1.000 euro per le persone fisiche;
    • 2.000 euro per tutti gli altri soggetti;
  • se, invece, emerge un valore negativo, quindi una riduzione, è possibile applicare la percentuale relativa alla soglia di ricavi e compensi di riferimento.

Al comma 5 dell’articolo 1 il Decreto Sostegni, infatti, specifica: “Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini della media di cui al primo periodo, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA”.

In ogni caso, però, se l’importo risulta inferiore al minimo stabilito, spettano comunque 1.000 o 2.000 euro.

La domanda potrà essere presentata a partire da martedì 30 marzo 2021 e non oltre il giorno 28 maggio 2021.

Provvedimento attuativo, modello di domanda, istruzioni e specifiche tecniche sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate il 23 marzo 2021.(fonte:informazionefiscale.it)

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